Moglie “Hai sentito di quel porco di Marrazzo?”
Marito “Sì. Le inclinazioni sessuali di un politico non dovrebbero avere niente a che fare con la sua vita pubblica.”
Moglie “A me fa schifo, come si fa ad avere una vita doppia?”
Marito “Certe cose fanno parte delle debolezze di un uomo che a volte sono anche quelle una donna”.
Moglie “Ma ti rendi conto? Ora la moglie, le figlie, sono sulla bocca di tutti per via del marito che va con i trans.”
Marito “La moglie e le figlie non hanno fatto nulla. È solo lui dentro questa storia. E poi i rapporti si misurano nei momenti difficili.”
Moglie “A me fa schifo. E mi fanno schifo pure tutti quelli che vanno con le prostitute. È una pratica che lede la dignità della donna.”
Marito “Ma non ti piaceva De Andrè e la sua Bocca di Rosa?”
Moglie “Che c’entra?”
Il Marito decide che è meglio non entrare più in profondità in questa discussione.
Accende il telefonino, spento da quasi un giorno, e riceve subito qualche sms: sconto speciale al negozio di sport, è in linea l’estratto conto della carta di credito, ciao sono tornata. Carmen, la spagnola.
Il pensiero corre subito alla sua voce calda, suadente, disponibile;
corre nelle vene, in tutto il corpo, compreso quello cavernoso.
Il marito indossa scarpe da ginnastica, pantaloncini e maglietta.
È tutto vero quello che mi è accaduto?
So solo che la mano mi duole.
E che ho vissuto un pompino favoloso.
Sarà che sto invecchiando, ma ricordo le esperienze sessuali recenti come inarrivabili, mai provate prima, piene, impreviste.
Non ne ho sperimentati molti di pompini, ma ne ho un ricordo vivido, indimenticabile.
Il primo accadde inaspettatamente mentre mi trovavo in vacanza a Vulcano.
La ragazza con cui stavo allora me ne fece uno magistrale, completo, inatteso: forse proprio per quello ancora lo ricordo a distanza di quasi 25 anni!
Era sera, il giorno l’avevamo trascorso al mare, poi avevamo fatto una passeggiata sulle “fumarole” del Vulcano.
La vista del tramonto rosso fuoco ci aveva accompagnato nella discesa, sullo sfondo si stagliavano Lipari e Salina, anche da lontano il mare era una tavola.
Inebriati da quei miasmi che facevano pensare a una ferita aperta della terra, caldi, vivi, nervi scoperti.
Tornati a casa, grande doccia per levare la polvere di dosso, cena sul terrazzino, due chiacchiere sotto le stelle, poi a letto.
Avevamo iniziato a cercarci con le mani, ubriachi di estate, di libertà, di libidine altissima nei corpi di due ragazzi che si amano.
Di solito finivamo a scopare nella posizione del missionario perché lei voleva guardarmi in faccia mentre facevamo l’amore.
Ma quella sera inaspettatamente iniziò a leccarmi il corpo profumato dal bagnoschiuma al cocco Perlier dirigendosi verso il cazzo già pronto per concedere e dare piacere.
Desideravo ardentemente un pompino ma non avevo osato chiederglielo mai, a quei tempi pensavo in maniera contorta.
Ricordo che me lo prese semplicemente tutto in bocca, e cominciò a pompare.
I gemiti crescevano, il piacere tracimava, lanciai un urlo mentre lei continuava con dolcezza a donarmi piacere e a bere la linfa dell’amore.
Vissi un orgasmo infinito, lei ingoiò tutto, poi accostò la bocca alla mia, ci baciammo, uniti dal mio seme liquido.
Il cazzo era ancora dritto.
Un paio di aggiustamenti e se lo infilò dentro, io sotto, lei sopra.
Partimmo per una scopata tenera e violenta, giurandoci amore eterno con dolce parole . Purtroppo fu uno dei pochi pompini che mi regalò, chissà perché.
Lo ricordo vividamente perché lo associo alla forza della terra, dei vulcani, che non possono più trattenere le loro energie.
E perché un pompino inaspettato è un regalo inestimabile che una donna può concedere a un uomo.
"Io ti seguirò
benedetta per sempre nel nome nel nome dell'uomo
io ti salverò con la forza del mio giovane giovane giovane amore
e quando tu sarai
braccato nel tuo lungo cammino
mi ritroverai, se lo vuoi, sulla strada...
Dimmi di chi sei,
quale strada perduta conosce conosce il tuo amore
o Maria Maddalena, un destino cattivo mi porta lontano da te
tra gli insulti e i dolori
di una città da ammazzare
per amore, si per amore,
per amore,
per amore…"
...
@#@#@#
"Sveglia è tardi sono le 7 e 30", mia moglie mi scuote.
Sognavo.
La ragazza che non ho mai incontrato.
C'era musica, melodia, io cantavo.
Maria Maddalena.
Trascorrere qualche ora al Pronto Soccorso mi fa subito cambiare schema mentale: non sono immortale, il mio tempo da vivere sulla terra è limitato, non devo gettarlo via dietro cose insensate.
La morte (apparente?) di Idea Femminile è un altro tassello nel mosaico della vita e del valore e significato profondo del sesso.
Mi chiama la ragazza spagnola, è in partenza, ritornerà, forse, a ottobre.
La sua voce è dolce, remissiva, sensuale, disponibile , ogni volta che la sento mi diventa duro come il castagno.
Il silenzio del parco vicino, respiro profondamente, Lui prende il comando, guido verso la salita della passione, della vita, della morte.
Mi stava aspettando già nuda, calda. Il suo corpo è la sagra della sensualità, sprigiona sesso da tutti i pori, è piena di premure, di carne soda, sorrisi, amore.
Mi denuda con delicatezza sussurrandomi parole dolci.
Inizia il rito, io, in piedi, lei seduta, entro nella sua bocca, profonda, umida, le mani si aggrappano ai suoi seni tondi, grossi, densi, pieni, le sue mani incollate sui miei glutei, ci muoviamo in perfetta armonia, una sinfonia di Bach.
Scivoliamo sdraiati sul letto, lei continua a tenermelo in bocca, gira il corpo e mi porge il suo sesso profumato e bagnato. Accetto con gran piacere, sono tutto nervi, gusto, piacere, liquidi, bevo la sua linfa.
La voglio penetrare, si rigira docilmente, si mette sopra, mi fa entrare, lentissimamente, completamente, sono andato.
E' lei che dà il ritmo, prende il suo piacere e lo dispensa come una cascata, inarco la schiena, la sollevo, percepisco il midollo, tutto il corpo è vivo, pronto a morire.
Ora la prendo da dietro, le mie mani sui suoi fianchi, il movimento è UNO, come se fossimo un solo essere vivente.
Il corpo della donna visto da dietro mi fa impazzire: le natiche, la schiena, le spalle, le braccia, la nuca, le poppe nelle coppe delle mani, io vado, lei viene.
Aumento il ritmo, lei geme più forte, mi chiama, la sento, sto per esplodere, non arrivo, vado più veloce ancora, il rumore dei corpi che si sbattono, è fortissimo, parto, ululo, grido, godo, vivo, muoio, muoio.
Ci accasciamo, restiamo vicini, mi toglie il cappuccio, il cazzo è ancora dritto, turgido, enorme, me lo riprende in bocca, mi termina così, piano, piano, accompagnandomi verso l'oblio.
L'eternità: pochi momenti indimenticabili.